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Manifestanti davanti al parlamento italiano per dire NO alla guerra in Ucraina

   Dimostranti si sono riuniti oggi a Roma davanti a piazza Montecitorio per manifestare a favore dell’Ucraina. Alla protesta cartelli contro Mosca e persone incatenate. Ecco le loro punto di vista

Oggi l’Ucraina ha bisogno del sostegno della comunità internazionale per favorire la sua stabilizzazione economica e politica e mantenere la propria sovranità territoriale.

 Le aspettative maggiori noi ucraini le abbiamo dai paesi che hanno sottoscritto il memorandum di Budapest del 1994,  che oltre alla Russia sono America Gran Bretagna e Irlanda del Nord.

 Questi paesi si sono presi l’impegno di mantenere l’integrità territoriale dell’Ucraina,  di non esercitare pressioni economiche finalizzate alla sottomissione dell’Ucraina ai propri interessi.

Con lo stesso memorandum l’Ucraina si è impegnata a rifiutare il possesso di armi nucleari.

 L’Ucraina adunque mantenuto i suoi impegni e ha ragione di attendere altrettanto dai paesi garanti.

 La comunità e le diaspore ucraine del mondo attendono che siano intraprese quelle azioni che il memorandum prevede e chiede la garanzia che non siano permessi scenari negativi quali la secessione di aree territoriali appartenenti al proprio territorio.

Le azioni militari della Russia di Putin in Ucraina vanno contro questi principi.

Stiamo assistendo di fatto ad una nuova Conferenza di Monaco che potrebbe portare ad una sorta di nuova cortina di ferro  e alla perdita di influenza geopolitica da parte degli Stati Uniti e dell’Europa, non solo in quello che è il contesto europeo ma anche in una visione globale.

 Il lungo periodo di indecisione da parte dei paesi più influenti hanno di fatto incoraggiato l’aggressore nel compiere azioni che vanno contro qualunque concetto di democrazia.

 Qui si parla di una vera e propria azione militare,  non di semplici esercitazioni come dichiarato.

 Alcuni militari delle così dette ” milizie di autodifesa”  che sono stati catturati dalle autorità ucraine, al controllo dei documenti,  si sono rivelati in realtà soldati professionisti di  nazionalità russa.

 Stiamo inoltre assistendo ad una poderosa campagna contro informativa condotta dalla Russia attraverso agenzie di stampa fedeli e controllate.

 Va fatto notare che spesso tali informazioni distorte vengono riportate anche in testate straniere mostrando l’efficacia di queste campagne.

Ad esempio in una nota testata italiana sono state riportate notizie di scontri fra attivisti filo russi e filo governativi.  L’articolo mostrava anche delle foto degli scontri.

 In realtà non risultava che vi fossero stati scontri in Crimea e le fotografie si riferivano infatti ad una città distante parecchie centinaia di chilometri.

 A mio avviso fatti del genere possono essere ricondotti a pali politiche,  con lo scopo ad esempio di mostrare la penisola come una polveriera e conseguentemente giustificare un intervento a protezione dei cittadini russofoni.

Casi simili si verificano in diversi paesi e la comunità ucraina prova continuamente a contrastarli scrivendo alle redazioni e attraverso appelli ai giornalisti.

 Chiediamo l’invio di giornalisti che possano vedere in prima persona e raccontare cosa stia realmente accadendo nel paese.

 Sarebbe inoltre  importante la presenza di osservatori internazionali in grado di verificare che da parte Ucraina non esiste oggi e non è esistita in passato alcuna tipologia di violazione dei diritti delle minoranze etniche e linguistiche.

Anche le comunità turca ebraica e tartara hanno dichiarato che tale problema dell’Ucraina di oggi non esiste.

 Le statistiche mostrano che nella parte orientale e meridionale del paese la presenza di scuole russe è molto importante così come quella di associazioni culturali.

 Il motivo dell invasione non è dunque quello di preservare la sicurezza dei cittadini russofoni ma va ricercato in altre ragioni di tipo economico e politico.

 Non va inoltre sottovalutato che l’aggressione dell’Ucraina da parte russa potrebbe destabilizzare il settore meridionale della Russia stessa risvegliando il radicalismo islamico e richiamando all’azione strutture paramilitari.

Ciò che i media oggi non riportano è il gran numero di manifestazioni contro l’occupazione che vengono puntualmente organizzate nelle maggiori città russe,  specialmente a Mosca e San Pietroburgo.

 I manifestanti come in qualunque altro Stato totalitario vengono immediatamente arrestati e multati.

 Questi avvenimenti avranno ripercussioni in tutta la politica mondiale specialmente nel campo del riarmo nucleare che potrebbe essere riconsiderato da alcuni paesi come necessario.

 Questo caso potrebbe infatti manifestare che la protezione della comunità internazionale non garantisce la sicurezza con possibili ripercussioni difficilmente immaginabili.

Se la Russia conquisterà in modo definitivo la Crimea essa si assicurerà il controllo pressoché totale del Mar Nero è una influenza molto forte anche sul Mediterraneo.

 Per concludere agli altri paesi democratici che hanno a cuore la pace e libertà chiediamo semplicemente di percorrere la via del diritto internazionale considerando l’invasione del Territorio ucraino da parte della Russia ciò che realmente è,  vale a dire il tentativo da parte di una nazione di sottomettere un altra privandola della Libertà.

Marianna Soronevych

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