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Jared Leto agli Oscar 2014 si rivolge ai ‘sognatori ucraini’: censura dalla tv russa

    Il discorso di accettazione dell’Oscar 2014 tenuto da Jared Leto è stato censurato dalla tv russa perché l’attore ha dedicato la vittoria “a tutti i sognatori nel mondo, in particolare dall’ Ucraina e dal Venezuela“; parole che non avrebbero fatto certo piacere a Vladimir Putin (c’era anche un riferimento alle ingustizie subite dalle persone che sono perseguitata a causa di chi sono o di chi amano, ovvio riferimento agli omosessuali) e che Primo Canale ha del tutto eliminato dalla messa in onda – in differita – della cerimonia

Nonostante la mobilitazione sui social network affinché durante la cerimonia degli Oscar si trovasse un po’ di tempo per parlare della gravissima crisi in Ucraina e Venezuela, l’unico attore a dar voce a queste proteste è stato Jared Leto, che dopo aver vinto la statuetta come miglior attore non protagonista per Dallas Buyers Club (in cui interpreta una transessuale malata di Aids) ha pronunciato queste parole:

“A tutti i sognatori nel mondo, a tutte le persone che stanno guardando questa cerimonia nel mondo, in particolare dall’ Ucraina e dal Venezuela. Vi voglio dire che sosteniamo la vostra lotta per rendere possibile l’impossibile. Pensiamo a voi stanotte. Dedico il premio ai 36 milioni di persone che hanno perso la battaglia per l’AIDS e per quelli di voi là fuori che hanno mai subito ingiustizie a causa di chi sono o di chi amano. Stasera sono qui in piedi di fronte al mondo per voi, e con voi. Grazie mille e buonanotte.”

Un discorso sentito da milioni di telespettatori… ma non da quelli russi: Pervi Kanal (Primo Canale), una sorta di Rai Uno russa, ha infatti deciso non solo di trasmettere la cerimonia in differita (spiegando che “A causa della grande quantità di notizie sulla situazione della tensione tra Crimea e Ucraina e a inseguito all’interesse crescente degli spettatori, il Primo Canale ha deciso che sarebbe inappropriato mandare in onda una cerimonia della durata di cinque ore, soprattutto nelle prime ore del mattino, quando arrivano la maggior parte delle notizie“), ma pure in versione tagliata.

Certo, da cinque ore a un’ora e mezzo chissà quanti tagli saranno stati fatti, ma guarda tu il caso, tra le sforbiciate – come ha denunciato il canale indipendente Dozhd (Pioggia) – c’è stata appunto quella alla frase incriminata di Leto, che però – come riporta The Hollywood Reporter – il canale nega di aver eliminato: spiega la portavoce della rete Larisa Krymova:

“Abbiamo trasmesso una versione di 90 minuti che non doveva essere tagliata in quanto fornita così dai titolari della trasmissione, ossia dall’Academy“.

E meno male che la censura non ha tagliato il discorso di Lupita Nyong’o, co-protagonista di 12 anni schiavo che ha dichiarato di non poter “dimenticare che questo attimo di gioia della mia vita lo devo al dolore di qualcun altro“; per qualcuno, il secondo miglior discorso dell’Oscar dopo quello di Leto.

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