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Per evitare temi scottanti, Mosca non ha invitato Ucraina alla conferenza sulla sicurezza

   Domani, il 16 aprile, a Mosca si svolgerà conferenza sulla sicurezza, organizzata dal Ministero della Difesa della Federazione Russa. Gli inviti sono stati fatti ai Ministri della Difesa di oltre 80 Stati e al Segretario Generale della NATO, ma non all’Ucraina, lo stato confinante, con la guerra in corso sul suo territorrio. Ecco perchè.

L’iniziativa di tenere a Mosca una conferenza sul tema della sicurezza è un tentativo da parte del Cremlino per prendere le distanze dal conflitto all’Est dell’Ucraina attraverso un dibattito, in un consesso di esperti, su questioni di sicurezza territoriale europea e sulla lotta alla minaccia del terrorismo in Medio Oriente. In tutto questo la Russia si posiziona esclusivamente come parte preoccupata, in merito alle attività di alcuni gruppi islamici radicali, e interessata a favorire lo sviluppo della cooperazione internazionale militare a tale proposito. Il problema, invece, della risoluzione del conflitto in Ucraina nonché il diretto coinvolgimento in tale situazione della Federazione Russa viene totalmente negato.

La conferma di tutto ciò è il fatto che la Russia ha temuto di invitare alla conferenza suindicata una rappresentanza dell’Ucraina.

Negando le accuse e contrastando il fatto della presenza dei militari russi e della tecnologia militare russa in Ucraina, Mosca farà il modo di promuovere le tesi sul proprio ruolo fondamentale nell’ambito della sicurezza di tali regioni e l’attinenza al trattato di Minsk.

Non si esclude, da parte della Federazione Russa, l’utilizzo della conferenza internazionale per mascherare il proprio coinvolgimento nella possibile escalation del conflitto militare nel Donbass con la partecipazione diretta del Cremlino.
La violazione della tregua e del cessate del fuoco testimoniano la mancanza di progressi sostanziali nel processo di risoluzione del conflitto in virtù degli accordi Minsk.

La ripresa delle azioni militari in massa all’est dell’Ucraina conferma la mancata volontà della Russia di fermare l’aggressione contro l’Ucraina e l’intenzione di utilizzare la propria influenza per condurre i gruppi dei separatisti verso una posizione consolidata.

Oltre a questo, dimostrando preoccupazione in merito alla situazione della sicurezza in Europa, Mosca proverà ad alleggerire il regime delle sanzioni in atto contro la Russia. E’ molto importante da parte dei Paesi dell’Ovest che le condizioni di annullamento di tali sanzioni siano condizionate al rispetto delle norme del Diritto internazionale.

Al fine di legittimare le proprie azioni verso l’Ucraina e forse, in futuro, nei confronti di altri paesi, la Russia sta cercando di sollevare la questione della revisione degli accordi internazionali esistenti – contratti e accordi relativi alla stabilità regionale e globale-. Questa posizione non è accettabile in quanto testimonia e comprova che Mosca possa ignorare, di fatto, le norme interstatali esistenti, violarle brutalmente e poi sviluppare nuovi e a se convenienti principi di coesistenza.

Questo approccio dovrebbe preoccupare in primo luogo gli Stati post-sovietici in quanto sono per primi sotto la minaccia delle ambizioni imperialistiche della Russia. Tra di essi per primi: Moldavia, Kazakistan, Bielorussia, Azerbaijan. La sfera degli interessi del Cremlino si estende anche ai Paesi Baltici e alla Polonia.

Hanno confermato la partecipazione: Armenia, Bielorussia, Kyrghystan, Tadzykystan, Argentina, Indonesia, Iran, Pakistan, Serbia, Sud Africa, Afganistan.

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